SDG 15 - Vita sulla terra

La fossa grande di Caldaro

Con il concetto di tutela delle acque della fossa grande di Caldaro l’agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima ha adottato un pacchetto di provvedimenti, che ha come obiettivo il raggiungimento del buon potenziale secondo la direttiva 60/2000/CE in materia di acque.

Fossa grande Caldaro
Fossa grande Caldaro

Descrizione

Perché?

La grande fossa di Caldaro ha molte funzioni da svolgere: è un canale di drenaggio, un serbatoio d’acqua, un canale di raccolta per le immissioni provenienti dalla vicina agricoltura, per lo smaltimento dell’acqua piovana e per le acque reflue depurate dei paesi limitrofi. Allo stesso tempo, però, è anche un prezioso habitat per animali, piante ed esseri umani. Con l’obiettivo della direttiva 60/2000/CE sulle acque di raggiungere un buon potenziale ecologico e chimico, si considerano i vari diritti d’uso e si cerca di raggiungere il migliore spazio vitale e la migliore qualità dell’acqua. L’obiettivo consiste nel raggiungere un equilibro idrico bilanciato, la riduzione delle immissioni dall’agricoltura e dalle acque reflue, e nel migliorare e valorizzare la qualità ecologica della fossa.  

Cosa?

La fossa grande di Caldaro è classificata come un corso d’acqua “fortemente modificato” e attualmente non soddisfa gli obiettivi chimici ed ecologici. La disponibilità dell’acqua è ridotta soprattutto a causa degli innumerevoli prelievi agricoli di primavera (irrigazione antibrina) e in estate (aspersione). Le condizioni di temperatura e ossigeno possono rivelarsi a volte sfavorevoli, conducendo alla mortalità dei pesci. Immissioni diffuse di prodotti fitosanitari e sostanze nutritive provenienti dall’agricoltura che possono essere documentate nell’acqua ne riducono notevolmente la qualità, così come accade anche per gli scarichi degli impianti di depurazione di Termeno e Bassa Atesina Sud (Magrè).

Come?

Partendo dagli aspetti legati all’acqua e dagli obiettivi generali della direttiva in materia di acque, sono descritti tutti gli aggravi e le misure all’interno del piano per la tutela delle acque. Queste sono necessarie per raggiungere il previsto potenziale della tutela qualitativa e quantitativa della fossa grande di Caldaro. Per i numerosi prelievi per l’irrigazione e l’irrigazione antibrina vengono ponderate delle alternative con le istituzioni competenti. L’obiettivo è quello di assicurare anche in futuro il fabbisogno idrico delle attività agricole, di garantire allo stesso tempo la disponibilità delle acque della fossa e di tutelare l’acqua freatica. A questo scopo vengono adottate tecniche di risparmio idrico (per esempio l’irrigazione a goccia) e serbatoi. Le immissioni di prodotti fitosanitari nella fossa sono monitorate e ridotte, se non addirittura azzerati, implementando delle appropriate misure secondo il “piano d’azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari”. In particolare, le misure presso l’impianto di trattamento delle acque reflue di Termeno prevede un trattamento avanzato (c.d. quarto stadio di trattamento), utilizzando filtri a sabbia o a carbone attivo. In questo modo si ottiene una maggiore separazione dei solidi in sospensione e dei microinquinanti (pesticidi, medicinali ecc.). L’attuazione di questa misura è prevista secondo il piano per la tutela delle acque entro il 2025, e i costi stimati ammontano ad almeno 4.000.000€. Ove lo spazio lo permetta, saranno ampliate le acque e sarà realizzato un nuovo habitat idrico. Gli effetti corrispondenti sull’ecologia dell’acqua, sull’habitat e sulla biodiversità saranno oggetto di indagine.

Vantaggi

Il concetto di tutela delle acque della fossa grande di Caldaro riguarda direttamente la popolazione della Bassa Atesina (orograficamente sulla destra dell’Adige) e rimane un corpo idrico di interesse sovraregionale dato che defluisce nella Regione limitrofa del Trentino. Il coinvolgimento dei vari stakeholder locali (popolazione, attività agricola, protezione ambientale e turismo) e l’analisi dei diversi interessi di utilizzo permettono di trovare soluzioni coordinate e sostenibili, al fine di garantire un bilancio idrico equilibrato e di prendere in considerazione le condizioni climatiche negli anni a venire.